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	<title>Bronzi di Riace</title>
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	<description>Restauro Bronzi di Riace</description>
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		<title>STORIA DEL KOUROS E AL DI LA’</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[La Calabria fucina di artisti - una conversazione con Giacomo Oliva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-716" title="3" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/06/3.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>una conversazione con Giacomo Oliva della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria</p>
<p>Il kouros, presentato in occasione della XII settimana della cultura indetta dal Ministero, è un manufatto di grande interesse per l’archeologia della Magna Grecia e per  Reggio in  modo particolare.</p>
<p>Rinvenuto casualmente negli anni ‘80 in occasione dei lavori del rifacimento della stazione Lido della città dello Stretto, ritrovato e quindi recuperato l’8 febbraio del 1990 nella casa di un ingegnere  grazie ad un sequestro cautelativo da parte della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Reggio Calabria.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-705" title="Opere-Kouros11" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/06/Opere-Kouros112.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p>E’ una scultura arcaica realizzata tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C,. Come tutti i Kouroi anche questo appare nudo a differenza delle kore, le ragazze, che invece venivano rappresentate  vestite. Nel VI e V secolo il corpo maschile veniva rappresentato  nudo.  Il mettere in evidenza l’armonia dei muscoli, la perfezione del corpo, sinonimo di bellezza e di forza, sta ad indicare la bellezza della Grecia e la forza della Grecia in un periodo in cui tutto l’ecumene ellenico era coinvolto in una continua lotta: La Grecia era in guerra con la Persia ,  Locri, in Magna Grecia era in lotta con Crotone, Reggio con Siracusa. L’arte non poteva esimersi dal raccontare le gesta degli eroi, enfatizzandoli attraverso l’espressione della scultura oltre che ai poemi scritti, del resto la produzione artistica è stata sempre considerata un ottimo mezzo di comunicazione, sotto qualsiasi governo, in qualsiasi epoca e in qualsiasi parte della terra. Naturalmente trovandoci all’interno del Museo Nazionale di Reggio Calabria, la mente non può non andare ai due guerrieri in bronzo rinvenuti a Riace nel 1972.</p>
<p>Questa idealizzazione della bellezza e della forza non è soltanto esteriore ma anche interiore, cioè dell’anima, come possiamo notare nel guerriero di Riace effigiato nella statua A. Esteriormente si ammira nelle fattezze corporee, di una armonia e perfezione incredibile, interiormente attraverso lo sguardo, quasi nel vuoto ma in effetti se riusciamo a fissare il nostro sguardo nel suo, ci sentiamo rapiti come se comunicasse a noi qualcosa, quindi una presenza viva che ci fa ritornare alla memoria  la storia greca, le vicende gli eroi, le tragedie raccontate da Omero, tutto in un istante torna alla memoria.</p>
<p>Il kouros non è un guerriero ma a un giovinetto, probabilmente un giovane atleta.</p>
<p>Per lo più essi rappresentavano atleti o personaggi divinizzati adolescenti, nel trattamento plastico del corpo si ravvisa proprio questo passaggio dall’età infantile a quella dell’adolescenza. Non troviamo i muscoli in tensione come avverrà da lì a poco, (vedi i “Bronzi”)  ma morbidamente trattato il corpo si sviluppa, si forma e si conforma tra la morbida carne e l’impalcatura ossea reso ancora più naturalistico dal caldo colore ambrato del marmo pareo reso ancora più naturalistico dalla luce che su di esso si diffonde .</p>
<p>Si tratta di  una statua a tutto tondo  mutila  delle estremità degli arti inferiori e superiori. Ha una capigliatura tipicamente greca, del periodo arcaico, presenta infatti  un quadruplo strato di chioccioline sulla parte frontale, con  boccoli a spirale a livello della tempia. Al di sopra della calotta c’è un nastro con  fori, indice della presenza in origine di una corona. La capigliatura ha un colore rosso mattone,  il bolo di  preparazione di una definitiva doratura  a foglia. Infatti da un’attenta analisi sono risultati micro frammenti di doratura. Il volto presenta il  classico “sorriso arcaico”,  mentre gli occhi sono appena abbozzati per essere  rifiniti mediante la colorazione al naturale, il naso purtroppo è quella parte anatomica che spesso è compromessa nelle statue antiche di marmo, come in questo caso è completamente mancante</p>
<p>La cassa toracica  è evidenziata dall’arcata sotto costale, le fosse inguinali sono appena accennate , la sensualità plastica del corpo è resa più realistica da un caldo colore ambrato, tipico del marmo di Paros, bianchissimo al momento dell’estrazione dalla cava, assume questo colore grazie a i raggi del sole . Come quasi tutte le opere in marmo dell’antichità, staute, elementi architettonici  fregi, anche queste sculture   erano trattati con una policromia finale. Agli occhi dei contemporanei,  abituati a vedere le sculture greche di grande raffinatezza  in marmo senza alcun colore, potrebbe sembrare alquanto  kitsch trovarsi di fronte una statua coloratissima. In verità la tradizione di colorare il marmo perdurerà fino all’età barocca .</p>
<p>Si può ascrivere  al VI o V secolo a.C., in una fase di passaggio tra l’età arcaica e quella classica, potremmo  definirla  un’opera tardo-arcaica, infatti si notano   alcuni elementi che si discostano dal primo periodo come il distacco delle braccia dal busto e il leggero movimento delle gambe . I kouroi  più antichi avevano le braccia incollate al busto e le mani chiuse a pugno, le gambe erano rigide e solo la gamba sinistra era leggermente spostata in avanti come unico accenno di movimento. Il nostro kouros  si può accostare infatti ai kouroi del tempio di Apollo della Beozia, che è la regione che confina con Atene, vicina anche all’Eubea,  questo  triangolo geografico porta naturalmente a Reggio, perché non va dimenticato che Reggio, città fondata dai Calcidesi dell’Eubea, aveva continui   rapporti commerciali e culturali, più di quanto si possa immaginare oggi, con la madre patria. Il commercio tra l’Italia Meridionale e il mondo greco è continuato  nel medio evo e in epoche successive. Allora è possibile che questa sia un’opera commissionata  a qualcuno della madre patria, ma nulla toglie che possa essere stata realizzata in una bottega reggina. Qualcuno obietta: mancava il marmo. È vero, ma c’erano i commerci del marmo, perché una cosa era commissionare un’opera  in Grecia e poi portarla qui, diverso era, avendo una bottega qui, commissionare un blocco di marmo, cosa che avveniva di sovente. Quindi è probabile che il kouros sia stato realizzato a Reggio anche perché riassume gli stilemi della Beozia, dell’Attica e dell’Eubea.</p>
<p>Per capire se è esistita una bottega reggina occorrerebbe studiare e approfondire le ricerche. Sarebbe interessante infatti trovare  dati oggettivi che si possono avere a seguito di  prova e  riprova, per esempio il rinvenimento di un atelier, di un’officina, frammenti di marmo lavorati o statue non finite, tutto questo dimostrerebbe la lavorazione in loco.  Ma siamo sempre alla ricerca. Sono solo ipotesi sostenute da  autorevoli studiosi come il soprintendente Elena Lattanzi .</p>
<p>Giacomo Oliva, bibliotecario, direttore, coordinatore della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.</p>
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		<title>Trattamento d’urto per i Bronzi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[È in atto un processo di corrosione nelle due statue, iniziata la cura in attesa di un nuovo prodotto in via di sperimentazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="foto x ultimo" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/12/foto-x-ultimo.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>“Dalle analisi fatte si è stabilito che la velocità di corrosione è abbastanza alta. Questo significa che senza la giusta climatizzazione e soprattutto il giusto tasso di umidità relativa, non si riesce a fermare il processo di  corrosione che si sta verificando all’interno delle statue, benché già venti anni fa i Bronzi sono stati svuotati proprio per evitare l’accelerarsi e il concentrarsi di questi prodotti di corrosione. Questo lavoro è servito, infatti per tanti anni sono stati fermi, ma adesso questi processi sono in atto.</p>
<p>Dunque si è deciso di fare un nuovo trattamento con il benzotriazolo, è infatti l’unico prodotto che può garantire una conversione dei prodotti di corrosione da instabili in stabili. Già da un po’ di tempo abbiamo iniziato questa procedura perché è chiaro, anche ad occhio nudo, che c’è questo processo visibile anche dai segni esteriori, in particolare la patina pulverulenta verde chiaro,  sintomo evidente di corrosione all’interno di entrambe le statue. Adesso si procederà alla pulitura e di conseguenza all’eliminazione dei prodotti pulverulenti , poi seguirà il trattamento con questa sostanza che verrà spruzzata e lasciata agire per circa tre giorni, affinché si formino i benzotriazolati di rame e si attivi quindi la protezione. Così il processo di corrosione si elimina, quanto meno temporaneamente.</p>
<p>Il problema è che queste statue vengono dal mare, nel primo restauro sono stati fatti i lavaggi, estratti i sali e i cloruri di rame, unici responsabili di questo processo di corrosione, però non si è mai certi di eliminarli  tutti, dovrebbero stare a bagno per tantissimo tempo, con il cambio delle acque solute, e questo è stato fatto, ma il metallo è poroso, quindi all’interno trattiene sempre qualcosa, che viene rimesso in atto se ci sono le condizioni climatiche favorevoli.</p>
<p>Per quanto riguarda l’esterno ovviamente sono stati fatti dei controlli sulle patine perché il Bronzo A ha una patina artificiale di colore nero,che è in parte protettiva ma all’interno, tra questa patina e il metallo, si è creato uno strato che può creare dei problemi, infatti nella statua B, dove questa patina non c’è più, i processi sono meno violenti. Dalle analisi fatte si è visto che esteriormente il Bronzo A ha una velocità di corrosione più alta del bronzo B. Di conseguenza ci si è posti il problema se fare il trattamento di inibizione anche all’esterno, ovviamente nei punti in cui è evidente, dove ci sono delle piccole macchioline verde chiaro, sintomo di questo tipo di processo di corrosione che noi chiamiamo ciclico, perché si può ripresentare.</p>
<p>Si è deciso di fare il trattamento solo localmente e di non passare il benzotriazolo su tutte le statue nella parte esterna, perché questa sostanza può determinare una variazione cromatica della superficie, scurendola, e può accentuare quelle macchie che già sono molto evidenti sul Bronzo B. E ancora, perché questi prodotti che si usano per proteggere penetrano molto all’interno e formano una sorta di pellicola che impedirebbe in futuro qualsiasi tipo di trattamento. Si tratta infatti di una sostanza reversibile ma non abbastanza se riesce a penetrare bene.</p>
<p>Quindi all’interno lo useremo anche in abbondanza, all’esterno no. Nel frattempo l’università e l’Enea stanno studiando un nuovo prodotto per la conversione dei prodotti di corrosione, io sto seguendo la sperimentazione dal punto di vista tecnico-pratico e nel giro di due tre anni dovremmo avere dei risultati. Ho proposto quindi di attendere per vedere se nel prossimo futuro questo nuovo prodotto potrà garantire una stabilità maggiore per più tempo”.</p>
<p>Paola Donati, Istituto Superiore della Conservazione e del Restauro</p>
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		<title>Nuove analisi per i Bronzi di Riace</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 09:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[Bronzi, marmi e affreschi sotto le lenti indagatrici della spettrometria a raggi x]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1050" title="foto 1" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/11/foto-1.jpg" alt="" width="600" height="450" /><br />
Alfredo Castellano, ordinario di Fisica applicata presso l’Università di Lecce, spiega: “In questo laboratorio stiamo analizzando le superfici dei bronzi in relazione ai problemi che possono presentare.  Problemi legati alle patine superficiali e al possibile degrado che può intervenire nel tempo.</p>
<p>La nostra specializzazione consiste nell’indagare le superfici e guardarne gli elementi costitutivi e da qui determinarne i composti, questo consente di lavorare meglio nella fase successiva del restauro. È un lavoro che si realizza attraverso una tecnica che abbiamo sviluppato e con la quale abbiamo analizzato molti capolavori in giro per l’Italia, per citare il più noto, nel campo dei bronzi, il Perseo di Cellini a Firenze.</p>
<p>Ma le nostre analisi sono applicabili oltre che su bronzo e marmo, anche ad altri tipi di superfici, come i dipinti ad esempio, difatti abbiamo lavorato sugli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni , di Piero della Francesca ad Arezzo, di Raffaello a Roma, abbiamo la “manutenzione” del David di Michelangelo a Firenze.</p>
<p>Insomma possiamo analizzare tutti i tipi di superfici con questa strumentazione che si chiama spettrometria a raggi x , e una volta compiuta la diagnostica lasciamo ai restauratori il compito di individuare la terapia scientificamente corretta da mettere in atto”.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1051" title="foto 2" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/11/foto-2.jpg" alt="" width="600" height="800" /></p>
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		<title>Il mistero delle patine</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Marabelli, da trentacinque anni alla direzione del laboratorio di chimica dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, illustra le analisi fatte sui Bronzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1027" title="1" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/14.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>Maurizio Marabelli, decano dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, per 35 anni è stato alla direzione del laboratorio di chimica ed essendosi occupato molto dei Bronzi, spiega che: “oggi abbiamo a disposizione, a differenza di trenta anni fa, una quantità enorme di indagini non distruttive, ed essendosi  evoluta la tecnica abbiamo un quadro più preciso dei problemi. In questi ultimi tempi, attraverso una serie di misure elettrochimiche ed elettriche, si è cercato di definire il comportamento delle patine, per capirne il grado di protezione, perché quando una patina ha una elevata conduttanza, ossia conduce la corrente, non è protettiva. Sono state eseguite, inoltre, centinaia di misure di spessore lungo tutta la superficie delle statue, con un apparecchio che utilizza i campi magnetici, perché il grado di protezione della patina non dipende solo dalla sue caratteristiche fisiche ma anche dallo spessore, infatti è chiaro che una patina molto spessa protegge di più di una patina molto sottile.</p>
<p>Queste due statue pongono molti problemi e non a tutti si può rispondere. Per fare un esempio, riguardo alla statua A, in particolare, si può notare che per metà è coperta da una patina nera misteriosissima di cui finora non si è venuti a capo, per questo è stata esaminata a fondo sia con tecniche microscopiche del genere xps, sia con apparecchiature non distruttive che misurano velocità di corrosione, spessore e composizione della patina mediante fluorescenza x . Tutte queste indagini messe insieme consentiranno alla fine di capire come si è formata, se si tratta di una patina artificiale o naturale, perché ci sono due partiti avversi:  uno sostiene che il bronzo è stato patinato artificialmente e poi la parte di sotto, per sfregamento con la sabbia, è diventata verde, l’altro  invece sostiene che il mare di Riace, lentamente, con i solfo batteri ha prodotto questa famosa patina nera.</p>
<p>Oggi sappiamo che ha uno spessore notevole, siamo intorno ai 110/115 micron, però non è molto protettiva, quindi adesso si cercherà di capire, mettendo a confronto le misure di spessore, di velocità di corrosione e di conduttanza, se c’è una concordanza tra questi tipi di analisi.</p>
<p>Va sottolineato che quando si parla di misure di velocità di corrosione, non si parla di velocità di corrosione attuale, è piuttosto una misura reale che si applica alla superficie bagnata e indica l’esatta velocità di corrosione. È chiaro che nel museo i Bronzi non verranno mai bagnati però è un’indicazione importante perché fa capire come si comporterebbero le diverse superfici se per una qualsiasi ragione…. Quando si parla di superficie bagnata nel caso dei metalli bisogna stare molto attenti perché  non si tratta di qualcosa di visibile ad occhio nudo o percepibile al tatto, è sufficiente che i pori assorbano umidità dall’ambiente. Quindi  è fondamentale mantenere un certo clima all’interno della sala.</p>
<p>Per questo stiamo effettuando altre analisi, oltre a quelle di velocità di corrosione, come ad esempio la micro condensazione capillare (un tipo di misura che stabilisce con precisione il valore di umidità relativa a partire dalla quale i pori della patina cominciano ad assorbire acqua, e quindi inizia la velocità di corrosione). Naturalmente queste misure furono fatte nell’87 e si stabilì che la patina assorbiva fortemente vapore acqueo dall’ambiente per il 70 per cento di umidità relativa. E questo vuol dire che per stare in condizioni di sicurezza queste statue devono sostare in una sala con una umidità relativa un po’ al di sotto del 70 per cento, tenendo conto che a Reggio Calabria, in estate, si può raggiungere anche  l’80 o l’85 per cento di umidità relativa, perché siamo vicini al mare.  Ma è inutile fare impianti megagalattici che forzino la sala dei bronzi a stare in modo assoluto al 50 o 60 per cento perché tutti i sistemi che forzano l’aria sono pericolosi. La cosa migliore è avere degli ambienti cosiddetti polmoni (cioè  entrata e uscita per i visitatori) realmente condizionati, la sala invece deve fluttuare in condizioni più miti.</p>
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		<title>La conferenza: &#8220;Il canto di Orfeo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Sini]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui pubblicata la conferenza “Il canto di Orfeo. Tracce del passato e orizzonti del futuro” tenuta del Professor Carlo Sini venerdì 8 ottobre .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1007" title="1" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/13.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>Qui pubblicata la conferenza, dal titolo “Il canto di Orfeo. Tracce del passato e orizzonti del futuro”, tenuta del Professor Carlo Sini venerdì 8 ottobre nella sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella.</p>
<p>Video, parte prima</p>
<p><object classid="clsid:02bf25d5-8c17-4b23-bc80-d3488abddc6b" width="400" height="400" codebase="http://www.apple.com/qtactivex/qtplugin.cab#version=6,0,2,0"><param name="autoplay" value="false" /><param name="src" value="http://www.bronzidiriace.org/video/conferenza%208%20ottobre%20parte1%20.mp4" /><embed type="video/quicktime" width="400" height="400" src="http://www.bronzidiriace.org/video/conferenza%208%20ottobre%20parte1%20.mp4" autoplay="false"></embed></object></p>
<p>Video, parte seconda</p>
<p><object classid="clsid:02bf25d5-8c17-4b23-bc80-d3488abddc6b" width="400" height="400" codebase="http://www.apple.com/qtactivex/qtplugin.cab#version=6,0,2,0"><param name="autoplay" value="false" /><param name="src" value="http://www.bronzidiriace.org/video/conferenza%208%20ottobre%20parte2.mp4" /><embed type="video/quicktime" width="400" height="400" src="http://www.bronzidiriace.org/video/conferenza%208%20ottobre%20parte2.mp4" autoplay="false"></embed></object></p>
<p><em>Il caricamento dei video potrebbe richiedere alcuni secondi.</em></p>
<p><em>Scarica <a href="http://www.apple.com/it/quicktime/download/" target="_blank">QuickTime 7 Player <em>per</em> PC e Mac</a><em> per la corretta visualizzazione</em> <em>dei video.</em></em></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;arte della rappresentazione e il pensiero</title>
		<link>http://www.bronzidiriace.org/bdr/larte-della-rappresentazione-e-il-pensiero.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Sini]]></category>

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		<description><![CDATA[Qui di seguito alcune immagini della presentazione costruita con i partecipanti al laboratorio sui temi della rappresentazione e del pensiero come definizione dell'umano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">VENERDì 8 OTTOBRE Laboratorio filosofico del Professor Carlo Sini.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>L’arte della rappresentazione e Il pensiero La soglia dell’umano e la parola</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Qui di seguito alcune immagini della presentazione costruita con i partecipanti al laboratorio sui temi della rappresentazione e del pensiero come definizione dell&#8217;umano.</span></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-956" title="2" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/2.jpg" alt="" width="600" height="199" /></a></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: medium;">Di seguito </span></span><span><span style="font-size: medium;">l&#8217;elaborato completo risultato del lavoro di gruppo guidato dal professor Carlo Sini, pubblicato anche a questo ndirizzo:</span></span></p>
<p><!-- .prezi-player { width: 600px; } .prezi-player-links { text-align: center; } --><object id="prezi_erwenoateixe" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="prezi_erwenoateixe" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="prezi_id=erwenoateixe&amp;lock_to_path=0&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no&amp;autohide_ctrls=0" /><param name="src" value="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" /><embed id="prezi_erwenoateixe" type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="http://prezi.com/bin/preziloader.swf" flashvars="prezi_id=erwenoateixe&amp;lock_to_path=0&amp;color=ffffff&amp;autoplay=no&amp;autohide_ctrls=0" bgcolor="#ffffff" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" name="prezi_erwenoateixe"></embed></object></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/" target="_blank">http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/</a></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-957" title="3" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/3.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-959" title="4" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/4.jpg" alt="" width="600" height="307" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;">L’invito è a esplorarlo nelle sue varie sezioni e inserire qui di seguito, nello spazio dedicato ai commenti, le vostre considerazioni e integrazioni che potranno essere riprese e utilizzate per arricchire il </span><strong><span style="font-size: medium;">Foglio Mondo</span></strong><span style="font-size: medium;"> finale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1014" title="5" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/5.jpg" alt="" width="600" height="300" /></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1015" title="6" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/6.jpg" alt="" width="600" height="300" /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I disegni per il secondo laboratorio</title>
		<link>http://www.bronzidiriace.org/bdr/i-disegni-per-il-secondo-laboratorio.html</link>
		<comments>http://www.bronzidiriace.org/bdr/i-disegni-per-il-secondo-laboratorio.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Sini]]></category>

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		<description><![CDATA[Una raccolta di immagini dei disegni prodotti dal Professor Carlo Sini per il secondo laboratorio filosofico L’arte della rappresentazione e Il pensiero, la soglia dell’umano e la parola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una raccolta di immagini dei disegni prodotti dal Professor Carlo Sini per il secondo laboratorio filosofico <em>L’arte della rappresentazione e Il pensiero, la soglia dell’umano e la parola.</em></p>
<p>Questi disegni hanno illustrato i testi usati dal Professor Carlo Sini e hanno fornito la base per la costruzione del <em>Foglio Mondo</em> collettivo, una raccolta di spunti e riflessioni dei partecipanti organizzati e ordinati dal Professore.</p>
<p>Clicca sulle immagini per visualizzare il <em>Foglio Mondo</em> e la presentazione proiettata al laboratorio.</p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-910" title="8ott_1" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_1.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-911" title="8ott_6" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_6.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-912" title="8ott_4" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_4.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-913" title="8ott_5" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_5.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-914" title="8ott_3" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_3.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://prezi.com/erwenoateixe/secondo-laboratorio-filosofico-di-carlo-sini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-915" title="8ott_2" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/8ott_2.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
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		<title>I testi per il secondo laboratorio</title>
		<link>http://www.bronzidiriace.org/bdr/i-testi-per-il-secondo-laboratorio.html</link>
		<comments>http://www.bronzidiriace.org/bdr/i-testi-per-il-secondo-laboratorio.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Sini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i testi selezionati dal Professor Carlo Sini utilizzati durante il laboratorio filosofico dell'8 ottobre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-941" title="libri-forum" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/libri-forum1.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p><strong>Testi per il laboratorio: </strong><strong>L’arte della rappresentazione e del pensiero. La soglia dell’umano e la parola</strong></p>
<p>Ecco i testi selezionati dal Professor Carlo Sini utilizzati durante il secondo laboratorio filosofico del 8 ottobre dal titolo <em>L’arte della rappresentazione e del pensiero. La soglia dell’umano e la parola.</em></p>
<p>Estratti da:</p>
<p>Friedrich Nietzsche, “La storia più lunga dell’uomo”, in <em>Umano, troppo umano</em></p>
<p>Emmanuel Anati, <em>Origini dell’arte e della concettualita</em></p>
<p>Carlo Sini, <em>Del viver bene. Filosofia ed economia</em></p>
<p>Platone, <em>Timeo</em></p>
<p>Platone, <em>Crizia</em></p>
<p><em>AA.VV, <em>Terra e Storia. Itinerari del pensiero contemporaneo, </em>a cura di Carlo Sini</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/Schede-secondo-incontro.pdf">qui</a> per scaricare il documento</p>
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		<title>Ricantare il canto di Orfeo</title>
		<link>http://www.bronzidiriace.org/bdr/ricantare-il-canto-di-orfeo.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Sini]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove riflessioni sulla funzione del museo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1019" title="3" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/32.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>Il secondo appuntamento per il laboratorio filosofico di Carlo Sini, presso Palazzo Campanella, si è svolto l’8 ottobre. I partecipanti, ancora più numerosi della volta precedente, hanno potuto riflettere su  “L’arte della rappresentazione e Il pensiero. La soglia dell’umano e la parola”. E nel pomeriggio su “Il canto di Orfeo. Tracce del passato e orizzonti del futuro”, argomento affrontato durante la conferenza e la tavola rotonda.</p>
<p>Il tema che ha fatto da sfondo e ha permeato i due appuntamenti  è il valore della memoria.</p>
<p>In altre parole la possibilità di rivisitare, partendo da ciò che noi stessi siamo, il concetto di museo. E ampliarlo, svecchiarlo, fare in modo che venga percepito e vissuto non solo come luogo di memoria per antonomasia, ma spazio di vita.  Estensione della vita, come un arco che si dilata nel tempo, il museo abbraccia passato, presente e futuro.</p>
<p>“Il sapere è un transito del futuro”,  ha avvertito Carlo Sini e, concludendo ha aggiunto che è necessario  “ascoltare la musica di Orfeo per far rivivere i reperti custoditi e poi lasciarci andare noi al canto, perché l’orizzonte del futuro è l’unico destino consentito dalla memoria”.</p>
<p>Dunque il canto di Orfeo va ricantato, questo è il monito raccolto da tutti i presenti. Compreso a tal punto da spronarli a continuare la riflessione sui temi affrontati e spingerli ad alimentare e contribuire con i loro scritti quanto sino ad ora è emerso.</p>
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		<title>Cartella clinica per i Bronzi</title>
		<link>http://www.bronzidiriace.org/bdr/cartella-clinica-per-i-bronzi.html</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 10:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniela Pellicanò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bronzidiriace.org/bdr/?p=919</guid>
		<description><![CDATA[Eseguite le ultime gammagrafie per i Bronzi e le stereoradiografie per il Cavaliere di Marafioti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-938" title="Settembre Reggio 115" src="http://www.bronzidiriace.org/bdr/wp-content/uploads/2010/10/Settembre-Reggio-115.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>Antonio Vaccaro, operatore radiologo qualificato e l’ingegnere  Maurizio Salustri, della MetalControl di Palermo, hanno riattraversato lo Stretto per tornare a Reggio Calabria e concludere la campagna gammagrafica sui Bronzi e, come spiega quest’ultimo: “ ci siamo dedicati al miglioramento di alcune radiografie per le quali non conoscevamo i giusti parametri, perché lo spessore su cui lavoriamo non è mai noto. Le zone indagate sono state in particolare i glutei e l’attacco delle cosce e del braccio, insomma tutte quelle porzioni interessate da congiunzioni tra parti vecchie e nuove, che presentano problemi di tipo meccanico”.</p>
<p>“A questo punto &#8211;  aggiunge il fisico Roberto Ciabattoni &#8211; possiamo far confluire i dati della campagna precedente, quelli attuali e quelli delle campagne radiografiche eseguite nel corso della storia dei Bronzi, dalla fine degli anni ’70 a Firenze e negli anni ’90. Mettendo insieme  tutta questa mole di dati otterremo una scheda tecnica, quasi una cartella clinica, che conterrà la storia diagnostica dei Bronzi”.</p>
<p>Nell’attesa dei nuovi risultati, che saranno noti tra circa dieci giorni, “ci siamo dedicati – spiega  ancora l’ingegner Salustri – al Cavaliere di Marafioti. Su quest’opera però sono state eseguite delle radiografie, perché la struttura si presta meglio al passaggio dei raggi x che forniscono una definizione migliore dei raggi gamma. Dalla prima indagine svolta si era già notato che questa statua, restaurata in epoca antica, è piena di perni metallici che si sovrappongono gli uni agli altri, condizione questa che rende difficile un lavoro di restauro. Si è deciso dunque di eseguire delle stereoradiografie.</p>
<p>Si tratta di una tecnica radiografica particolare che offre un’immagine in 3D e dà l’esatta dislocazione geometrica dei perni all’interno del pezzo. Questo dato è utile perché nell’eventualità in cui alcuni perni dovessero essere rimossi, o si scoprisse che non svolgono più la loro funzione, che è quella di aggregare il pezzo, si potrà intervenire con facilità perché adesso si conosce perfettamente l’asse, quindi si ha la geometria esatta che, viceversa, con le immagini in piano non sarebbe stato possibile avere”.</p>
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